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Il Governo non ti considera? Accampati all’Esquilino e sarai ascoltato

Quando i bengalesi eravamo noi, non abbiamo occupato piazze di paesi stranieri.
Nella foto le vittime della furia del Po nel 1951. Da www.polesine.com

Speriamo di concludere oggi, una volta per tutte, questa Bangladesh connection che monopolizza gli aggiornamenti di Degrado Esquilino da alcuni giorni. I bengalesi infatti hanno tutti i buoni motivi per liberare il nostro Rione da baraccopoli, stand, sporcizia. Perché? Perché, come volevasi dimostrare, hanno ottenuto ciò che chiedevano: i clandestini bengladesi non saranno espulsi, anzi, potranno farsi raggiungere dai familiari in difficoltà. Tutti i provvedimenti di espulsione sono stati sospesi. La ricetta per ottenere dal Governo ciò che si vuole? Crea una associazione, intessi un pò di rapporti con la sinistra extraparlamentare -che fa figo-, sfrutta un disastro ambientale nel tuo paese d’origine e poi occupa qualche piazza. Meglio se all’Esquilino, che è più chic…
Nulla contro la solidarietà alle popolazioni colpite da calamità naturali, per carità. Ma gli aiuti vanno portati nei luoghi colpiti, non favorendo l’emigrazione clandestina da quegli stessi luoghi. La risoluzione, che ha l’imprimatur del sempre più inaggettivabile Viminale, non ha saziato gli appetiti della Dhuumcatu, arcigna lobby degli interessi bengladeshi in Italia che fa politica all’asciutto, in Europa, sfruttando l’impatto mediatico dei disastri ambientali nella bagnatissima Patria: “Chiediamo il permesso di soggiorno per motivi umanitari”, ha dichiarato il leader Siddique Nure Alam Bachcu. Non conscio che non v’è paese povero al mondo a non avere i suoi bravi ‘motivi umanitari’ e allora perché negare i permessi a marocchini, senegalesi, moldavi, ucraini, sudanesi? Non sono forse tutti in un modo o nell’altro paesi in difficoltà umanitarie? Ecco, dunque, il precedente che ha posto in essere il Dicastero ‘retto’ da Giuliano Amato. Che peraltro dando la stura ai ricongiungimenti familiari non farà che aumentare esponenzialmente il numero di Bangladeshi presenti a Roma e in Italia, paradossalmente ostacolando in modo deciso l’azione dell’amministrazione comunale di Roma, molto impegnata contro il commercio abusivo ed il fenomeno soverchiante dei vu cumprà, di cui i bengalesi sono puntualissimi interpreti.

Pensiamo solo per un istante ai nostri disastri ambientali. Concentrandoci proprio sulle inondazioni. Cosa ci viene in mente? Il Polesine; l’alluvione di Firenze. Cosa successe? Forse i cittadini di Rovigo o di Firenze scapparono in altre regioni o magari in Austria o in Svizzera chiedendone la cittadinanza onoraria facendo leva sulla pena che potevan fare le loro città allagate? Oppure, magari, gli stessi cittadini di quelle città -aiutate da altri cittadini italiani (e stranieri, nel caso di Firenze)- si misero a scavare nella melma per liberare case, automobili, negozi, opere d’arte? Evidentemente, questo ci insegnano gli amici bengladesi, in quell’atteggiamento di accorata e meravigliosa solidarietà, c’era qualcosa di sbagliato. La scelta corretta era fuggire, chiedere la cittadinanza-di-solidarietà in qualche altro stato. Possibilmente più ricco del nostro, possibilmente dall’altra parte del mondo. Come se tutta Firenze, nel Sessantasei, si fosse trasferita a Chicago, o a Dallas, o a Toronto. Ma per favore…

Ma smettiamola di parlare di politica e torniamo ad occuparci dell’Esquilino. Perché ora quello che ci preme è che i festanti Bangladesh eliminino tutte le bizzarre costruzioni funzionali alla loro protesta che hanno disseminato per il nostro territorio. Dunque chiediamo aiuto ai cittadini del Rione affinché ci aggiornino sulla bonifica dell’area di Via Giolitti e di quella di Piazza di Porta San Giovanni. Bonifica che, secondo indicazioni della Questura pervenuteci mediante il Municipio, dovrebbe avvenire oggi. Lo aspettiamo dallo scorso autunno…

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Commenti (9)

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  1. Anonymous says:

    Bhe, bella riflessione. Speriamo che liberino tutto, ormai è un incubo.

  2. Kafka says:

    Condivido appieno il discorso sulle NOSTRE calamità. I cittadini bengalesi, ma soprattutto le associazioni che li spronano a comportarsi così dovrebbero vergognarsi di come se ne stanno approfittando. Se prima non mi stavano simpatici ora mi stanno proprio sulculo

  3. Anonymous says:

    Quanto è vero ciò che scrivi.

  4. Razzo says:

    Evviva, parole sante.

  5. Anonymous says:

    Stamattina alle 8 i gazebo erano ancora là

  6. Roberto says:

    I bengalesi sono ancora a presidiare… la statua di San Francesco. Non che sia il problema più grave dell’Esquilino sud, tuttavia, se è vero che il permesso della questura è scaduto da giorni, è un ulteriore esempio di ‘pigrizia’ delle autorità presposte o, per dirla diversamente, che in assenza di sanzione qui molti si sentono autorizzati a fare quel cavolo che gli pare.

  7. Roberto says:

    Faccio ammenda per la mia disinformazione a proposito del post precedente. Ho appena letto infatti in un articolo di oggi sul Corriere che i vigili hanno provato a mandarli via, ma quelli sono rimasti perchè dicono di esser stati insultati. Affermano che uno dei vigili arrivati sul posto a notificare la scadenza del permesso gli ha detto “Facce nere, via da qui”. Mah…

  8. sessorium says:

    Abbiamo ri-allertato il Municipio chiedendo consiglio a chi rivolgerci per segnalare l’ennesima prepotenza di questi… ospiti…

  9. sessorium says:

    E che c’entra? Se c’è un Vigile stronzo tu ti prendi una Piazza. In quale paese straniero sarebbe stato plausibile per un italiano prendersi una piazza solo perché apostrofato a “italiano mafioso” da qualche gendarme !?

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