I Bangladesh convincono anche l’assessore alla sicurezza?
Jean-Léonard Touadi è un assessore sfortunato. Si è trovato a fronteggiare il tema della ’sicurezza’ proprio negli anni in cui quest’ultima, a Roma, è venuta meno. In una città tradizionalmente sicura ci si è trovati negli ultimi anni con un aumento di tutti i reati compiuti dagli immigrati. E non di rado (il delitto della pista ciclabile, il delitto Reggiani, i molti incidenti sul traffico ad opera di immigrati ubriachi) ci è scappato il morto.
Ci si sarebbe aspettati una poderosa reazione. Una impostazione della sicurezza in città in nome di quella ‘tolleranza zero’ che tanti eccellenti risultati ha dato ad esempio a New York. Nulla di tutto questo, invece. Touadi dà l’impressione, purtroppo, di garantire più la sicurezza di immigrati e clandestini piuttosto di quella dei romani che lo hanno votato e che con immensi sacrifici gli pagano lo stipendio.
Ma le speranze sono le ultime a morire. Per quanto riguarda noi, infatti, cittadini dell’Esquilino, si presenta all’ giornalista congolese una ottima possibilità per riscattarsi. Stiamo parlando, tutti lo avete capito, della annosa questione dei bangladesi che si sono presi, ormai da molti giorni, alcune piazze del nostro Rione per una protesta che non ha ragion d’essere per come è posta. Dopo il tentativo della questura e poi della Polizia Municipale di sgombrerare, tocca ora all’assessore far capire a questi individui che le leggi, ahinoi, vanno rispettate. E che se un’autorizzazione ad occupazione del suolo pubblico scade nel giorno X, tu il giorno X te ne devi andare. E di corsa. Tantopiù se a seguito della tua mobilitazione hai ottenuto anche gli sciagurati provvedimenti che chiedevi da parte del Ministero dell’Interno.
Ebbene ieri l’assessore alla sicurezza del comune di Roma Jean-Léonard Touadi ha incontrato una delegazione (ma in questi giorni, chi ci segue lo sa, abbiamo parlato di lobby bengladese, altroché…) degli abusivi che infestano Piazza di Porta San Giovanni. Come è andato l’incontro? Gli occupanto ci hanno ridato indietro la nostra già troppo spesso violentata piazza? L’assessore con la durezza che gli dovrebbe essere familiare in quanto responsabile della sicurezza ha ricondotto a più miti consigli questi prepotenti?
Chiediamoglielo. Chiunque abbia a cuore le sorti della popolazione indigena di questa città (ove ormai essere italiani è una colpa e una vergogna), scriva una cordiale e-mail all’assessore Touadi. Con questo testo che consigliamo.
“Caro Assessore, relativamente ai fatti di Piazza di Porta San Giovanni la invito a ricordarsi che lei è il MIO assessore alla sicurezza. La ringrazio fin da ora poiché senz’altro riporterà la legalità nella piazza del nostro Rione. Cordali saluti”.
Ed ecco la e-mail: unigiovani.sicurezza@comune.roma.it
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