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Diteci come è possibile?

Una spiegazione ce la dovete. Per carità, non che cambi niente. In un Rione dove ci sono zero panifici, zero ferramenta, zero farmacie, zero alimentari, ma dove in compenso ci sono trecento negozi d’abbigliamento tutti uguali, tutti pieni di merce tossica, scadente, contrabbandata, illegale, realizzata grazie allo sfruttamento di schiavi, bhe, un negoziaccio in più o uno in meno poco cambia. Purtuttavia, benché poco cambi, una spiegazione ce la dovete. Per rispetto al buon senso. Ed alla legalità.
Una spiegazione alla domanda che segue: se un cittadino italiano vuole aprire una boutique di abbigliamento di qualità all’Esquilino (una nostra lettrice ne sa qualcosa) riceve un netto rifiuto da parte di chi deve concedere licenze in ottemperanza della delibera 18/2007 del Comune, se questo succede, allora perché negoziacci di abbigliamento continuano ad aprire (sebbene dopo rapidi sequestri) nel nostro Rione? Dovete risponderci. Intanto vi aiutiamo. Ecco un estratto della delibera:


“…nel Rione Esquilino ed aree adiacenti è inibita l’apertura di nuove
attività nei seguenti settori:- produzione e/o vendita di ogni genere di
abbigliamento e accessori;-produzione e/o vendita di ogni tipo di calzature
(anche sportive) e pelletteria…”


Non vi basta? Non è abbastanza chiaro? Bene, aiutiamoci ancora. Segue infatti l’agenzia di stampa (Omniroma) uscita a seguito dell’approvazione della Delibra da parte del I Municipio. Vi sono delle dichiarazioni anche della Presidente Cicconi, nostra quotidiana interlocutrice e personalità politica fattivamente impegnata per e nell’Esquilino, che senz’altro saprà -magari proprio nel commentario del blog- darci la sua versione. E toglierci un po’ di rabbia per aver visto aperti negozi cinesi nuovi di pacca (inaugurati in settimana) in Via Cappellini, come documentiamo dalla foto in alto. E toglierci altra rabbia che ci deriva dal sapere che la magagna era stata scoperta, i locali erano stati sequestrati (come documentiamo con questa foto qui) e sono poi stati dissequestrati dopo un mese.


ESQUILINO,MUNICIPIO I:APPROVATA DELIBERA SU ATTIVITÀ COMMERCIALI. (OMNIROMA) Roma, 30 nov – “Il Consiglio del I Municipio ha votato oggi all’unanimità una delibera d’indirizzo, nata dalla commissione Commercio del I municipio presieduta da Matteo Costantini, affinché nel reiterare la proroga della delibera che per altri due anni vieta le attività di commercio all’ingrosso all’Esquilino, si sviluppi un circuito virtuoso che permetta di introdurre nuove e più funzionali attività”. Lo afferma, in una nota, la presidente del Consiglio del I municipio Letizia Cicconi: “Tale atto – continua – è tanto più importante in quanto oltre a reiterare i già prescritti divieti (ossia la vendita di abbigliamento e di calzature di ogni genere) prevede per le attività tutelate che volessero cambiare la tipologia merceologica esistente la possibilità di trasformare le stesse in negozi necessari a quartiere come tutti i servizi di vicinato. Quest’atto mette il Consiglio comunale nelle condizioni di discutere dell’Esquilino e di occuparsi della materia nei tempi prescritti ossia entro febbraio 2007. Si è proceduto poi alla votazione di un ordine del giorno votato anch’esso all’unanimità in cui proprio per razionalizzare e depotenziare gli effetti negativi della prossima legge regionale sui locali pubblici ossia la moltiplicazione delle licenze già esistenti in un territorio così delicato e peraltro saturo si invita l’Amministrazione comunale competente per materia a programmare con un indirizzo politico amministrativo chiaro le eventuali nuove richieste nell’ambito del territorio del rione Esquilino che in questo modo potrebbe riqualificare aree ancora critiche e rispondere ad un esigenza sempre più sentita in virtù dei cambiamenti urbanistici di questi anni dalle università, alle attività turistiche, ed ai nuovi insediamenti, sempre in regime di piena sostenibilità sociale ed architettonica”. “Auspico quindi – conclude Cicconi – che tali atti vengano recepiti pienamente e senza indugio dall’amministrazione comunale proprio per proseguire quel percorso di riqualificazione già iniziato con il primo mandato del sindaco Veltroni e che grazie al suo impulso ed impegno sta felicemente continuando

I fatti, come richiestoci anche da alcuni nostri lettori, sono stati segnalati anche a Carlo Buttarelli, capo della Polizia Municipale del nostro Municipio e, anch’egli, nostro quotidiano e validissimo interlocutore. Nella consueta impostazione che ci vede, non di rado, essere suoi ‘collaboratori’ esterni, abbiamo segnalato l’anomalia. Ci ha comunicato, come si diceva sopra, del dissequestro e ci ha promesso comunque un approfondimento in questi giorni. In terza battuta avvertiremo dei fatti anche Risorse Per Roma, la società -con la quale Degrado Esquilino ha avuto degli incontri informativi volti a contribuire alla ricerca stessa- sta redigendo per conto del Comune di Roma un documento sul commercio all’Esquilino. Ma che razza di report può compilare RpR se al di là dei problemi strutturali del Rione, non è garantita neppure la legalità e la certezza della pena (nella fattispecie il sequestro) in presenza di illeciti?

Cicconi, Buttarelli, aprire negozi di abbigliamento all’Esquilino è vietato fino al febbraio del 2009, perché questi hanno potuto aprire? Come ce l’hanno fatta? Come possono anche gli italiani (che porterebbero negozi di livello, non outpost della Camorra) aggirare la normativa scontando al massimo un mesetto di sequestro? In definitiva: di chi è la colpa? Fateci capire e calmate la, sacrosanta, ira dei lettori di questo blog…
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Commenti (15)

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  1. Anonymous says:

    Penso proprio che ora ci debbono rispondere nhe !?

  2. Anonymous says:

    La vera beffa è che nessuno.. “anche dopo aver avuto indicazioni in merito sull’avvenuta apertura,abusiva a mio parere, (febbraio 2009)non potevano e ripeto potevano dare un permesso simile.. le leggi le dobbiamo rispettare solo noi x gli altri extracomunitari non valgono!!!.. denunciamo il comune di roma o chi per lui fà certe cose magari mangiandoci sopra.. basta con i sopprusi per di più effettuati proprio dalla nostra gente quella che dovrebbe tutelare il proprio paese la propia città.
    Grazie degrado.

  3. caffe says:

    Degradoesquilino santo subito. Nella nostra citta’ autoriziamo gli stranieri a violare le NOSTRE leggi!!!??? Meritiamo l’estinzione meritiamo…

  4. melozzo2000 says:

    Io non so se risponderanno e che cosa risponderanno, ma sono anni e anni che ci prendono in giro sulla questione delle attività commerciali illegali all’Esquilino. Nel febbraio del 2002 alcuni collaboratori dell’allora assessore al commercio del Comune di Roma on. Valentini assicurarono a cittadini ed Associazioni riuniti in assemblea pubblica che entro sei mesi tutti (e sottolineo tutti) i negozi all’ingrosso cinesi e non, sarebbero stati spostati a Ponte Galeria. Dopo qualche mese la stessa on. Valentini ebbe a dichiarare in uno storico comizio a Piazza Vittorio presente anche il sindaco Veltroni “che il problema del commercio all’ingrosso all’Esquilino era risolto”. Abbiamo sotto gli occhi tutti su come abbiano risolto il problema e come combattano l’illegalità in questo rione. Mi auguro che degradoesquilino abbia più fortuna di tante altre persone che negli anni passati si sono battute per la risoluzione di questo problema, dico solo che è tanta la rassegnazione che molti anziani del rione vorrebbero cambiare i nomi delle vie e delle piazze in “via Shangai” “piazza Pechino” etc…

  5. Anonymous says:

    Infatti nel corso di qusti anni i negozi all’ingrosso sono aumentati e non solo cinesi..
    Si presentano con tante promesse e noi idioti li a credere… vogliamo i fatti.
    Mettiamo su carta da quanti anni, quante leggi non rispettate ,facciamo rumore per una volta tanto romure.. scaviamo nelle rovine.. non ci saranno solo reperti archeologici?? giornali, manifesti.. imbrattiamo il nostro quartiere con la nostra lingua.. facciamogli sentire che ci siamo e siamo stanchi. Io ci sto! (ovviamente non parlo ne di violenze ne di scrivere sui muri)
    a buon intenditore poche parole.

  6. sessorium says:

    Siamo ancora aspettando risposte. Solitamente ci danno retta con maggiore solerzia. Strano, no…!?

  7. Anonymous says:

    Se lo dici tu deve essere vero quindi è veramente srtano.. facciamo rumore… facciamo rumore.. per troppo abbiamo parlato a bassa voce.. URLIAMO,

  8. Anonymous says:

    Salve! questa mattina sono passato in via cappellini.. le serrande erano tutte su.. lavori in corso aspettiamoci altri negozi del cavolo!! nessuna notizia?? questa volta c’è qualcosa sotto.. che vergogna.

  9. 9 Gennaio 1900 says:

    Mi sento chiamata in causa… prima di tutto buongiorno a tutti! Per varie vicessitudini personali nell’ultimo mese non ho seguito il blog ma ora mi rimetterò in pari (già so che mi salirà un veleno…)
    La prima cosa che leggo mi vede “competente”… queste aperture sono possibili in virtù del fatto che è vero che non vengono rilasciate nuove autorizzazioni nei settori abbigl./calzature ma è vero anche che è consentito il trasferimento di proprietà dell’azienda e della sede operativa (così come, sembra, sia tollerato aggirare la normativa….); già ho denunciato che questa possibilità oltre ad essere inefficace ai fini della riqualificazione ha anche il “merito” di alimentare la compravendita delle autorizzazioni (le somme richieste a titolo di buonauscita sono equiparabili a quelle richieste in Via del Corso!)… e quale commerciante o aspirante tale è disposto a spendere 300k-500K (giuro, sono richieste che mi sono state fatte realmente e per locali nemmeno troppo grandi o ben posizionati!) in una zona commercialmente morta? Sopratutto, quale giovane imprenditore che vuole scommettere nel rione ha queste possibilità economiche (sfido infatti a trovare una banca disposta ad “incoraggiare” un investimento del genere…)? Aggiungo, per esserci passata in prima persona, che i commercianti cinesi sono anche abbastanza restii a trattare con con gli italiani la compravendita delle loro attività…
    Ne avrei da dire ma rischio di essere ripetitiva e quindi non mi dilungo oltre, le somme tiratele voi….

  10. sessorium says:

    Dunque ritieni che possa non esserci alcun illecito sostanzialmente?

  11. 9 Gennaio 1900 says:

    Eh.. teoricamente si.. incollo di seguito uno stralcio di una comunicazione avvenuta con un responsabile dell’URP Dipartimento VIII (Commercio):
    …le delibere di Consiglio Comunale n. 33/2005 e n. 18/2007 riguardanti il piano di intervento per la tutela del rione Esquilino inibiscono l’apertura di nuove attività per i settori di abbigliamento, calzature, pelletteria e bigiotteria mentre resta consentito il trasferimento di titolarità e il trasferimento di sede. Per quanto riguarda l’ampliamento di superficie, contestuale o successivo al trasferimento di sede, faccio presente che in base alla più generali norme di tutela stabilite per la Città Storica, la superficie di vendita può aumentare sino a 250 mq, coincidente con la superficie massima prevista per un esercizio di vicinato…
    Certo sarei curiosa di sapere se le nuove aperture corrispondono effettivamente a trasferimenti di sede/titolarità oppure no…
    In ogni caso non mi risulta sia permessa la variazione di categoria merceologica (che corrisponderebbe ad una nuova autorizzazione), circostanza anche questa da verificare…
    ribadisco comunque che, a mio avviso, non è così che si risolve il problema del commercio ma, anzi, si mettono in condizione di monopolio solo coloro che possono muovere grossi capitali e per i quali è oltretutto remunerativo visto che non viene rispettato il divieto di operare all’ingrosso…

  12. Anonymous says:

    Belle parole.. insomma è tutto contro di noi mai a favore.. capitali capitali e allora perchè non ci dicono la verità?? se nessuno vuole investire siamo costretti a subire??? e poi li non c’erano negozi ma un deposito della acea o qualcosa di simile ma non ci sono mai stati negozi.. e allora si faccia questo maledetto controllo solo con noi fate questo andando a pescare persino il primo degli antenati. Lei si inalberi pure non fa differenza non ci tocca,
    siamo cosi delusi amareggiati e inc….!! che non ci spaventa affatto. Il punto è che non si vuole la riqualificazione ma almeno non prendeteci per i fondelli grazie.

  13. Anonymous says:

    In nome dei “buoni rapporti” tra Italia e Cina si sacrifica volentieri la sorte di un rione degradato del centro di Roma… tano, degrado più, degrado meno, l’importanto sono i danè (che loro incassano alla faccia nostra)!!!

    Guardate qua:

    http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=17606&sez=HOME_ROMA

  14. Petra says:

    Ma non è evidente che sono coperture per traffici d’altro genere? Ma non ci chiediamo dove trovino i soldi per comprarsi mezzo Esquilino? Vogliamo raccontarci che lo fanno lavorando sottopagati dalla mattina alla sera?

  15. Petra says:

    Il proliferare di catene etniche di negozi, abbigliamento cinese, internet point africani o indiani, sono naturalmente supportate da grandi capitali; chiedete ad un gestore italiano di internet point quanto sia difficile aprire un punto internet, e costoso, e come si venga trattati dalle forze dell’ordine adibite ai controlli.
    com’è che per Mario rossi ci vuole tanto e per abdul abdul mustafà pochissimo?
    Meglio non rispondere.

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