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Terme romane o villetta abusiva in quel di Porta Maggiore?

Si chiamano “Eleniane” perché, si dice, vennero fatte restaurare intorno al 300 d.C. da Elena, la mamma dell’Imperatore Costantino. Si trattava di un ampio stabilimento termale di divertimento e balneazione. Che si trovava, ai piedi dell’Esquilino, in un’area chiamata Hortii Variani, più o meno da Piazza Vittorio giù giù fino a Santa Croce, nell’ambito del grande polo detto Sessorianum.
Nella zona che intuite dalla foto (siamo nel grande snodo di Porta Maggiore e il traffico che vedete è quello di Via Eleniana) restano del grande complesso -già diroccato e poi spazzato via dall’edilizia moderna nel Novecento- esclusivamente le cisterne. Aule strette e alte quattro metri, tra loro comunicanti. Ormai inserite all’interno di un cortile di un vastissimo condominio, le Terme Eleniane hanno beneficiato -crediamo ad opera

della sovrintendenza- di un restauro conservativo che ha agito sia sulle sommità, consolidandole, sia, a quanto pare, sul piccolo appezzamento di terreno che -delimitato da un muro e chiuso da un cancello- circonda le vestigia.

E qui, sinceramente, Degrado Esquilino, cheppure si compiace per l’intervento conservativo, fatica a capire come mai al lavoro archeologico sia sia aggiunto un intervento volto a circondare di un arredo quantomeno pacchiano un austero reperto imperiale.
Un vialetto in cotto in villetta-a-ladispoli-style, luci raso terra e soprattutto una gran profusione di zolle per ricreare un improbabile pratino inglese non solo a livello suolo, ma anche in alto, a quattro metri d’altezza rispetto alla base delle terme, ovvero a livello strada.

Si consideri, infine, che i resti romani sono rigorosamente chiusi al pubblico, e nessun cartello ne segnala l’esistenza (sfidiamo i nostri lettori: quanti le conoscevano?). Per cui: a cosa serve il pratino? A cosa il nuovo vialetto? Al transito di chi? Non si sarebbero potuti investire quei soldi in una adeguata illuminazione notturna? In un progetto di visite guidate? E soprattutto in una cartellonistica che segnali ai molti passanti l’esistenza di un reperto così bizzarro?

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categoria: articoli

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Commenti (13)

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  1. Anonymous says:

    Urca vacca che forte. Non conoscevo affatto, ci vado a fare un giro.

  2. ZonaLais says:

    Grazie per la segnalazione, pur essendo molto appassionati di Roma
    ed avendo visitato spesso l’Esquilino ammettiamo di non averlo mai notato, ci passeremo in bici al piu’ presto.

    Ci riserviamo un commento sull’”arredo” dopo averlo visto dal vivo :-)

  3. RondoneR says:

    Io l’avevo letto sul giornale ma le tue foto rendono molto meglio.

    E’ chiaro che quando noti queste cose viene l’ansia che gli addetti ai lavori siano dei grandissimi paraculi. Torniamo al famoso discorso delle ripavimentazioni.

    A volte sfoglio vecchi libri fotografici (di almeno 20, 30 anni fa) su Roma e mi chiedo? Ma era poi tanto peggio?

    Forse aveva ragione Ruskin quando parlava della nobiltà dei ruderi nelle mani del Tempo e della Natura. L’estetica delle rovine.

    Certo oggi abbiamo barbari quotidiani più potenti e armati di ruote sputa petrolio combusto, ma se i difensori dell’Antico pensano troppo ai propri interessi, rischiamo di ritrovarci a Las Vegas senza capire perché.

    Hai visto cosa stanno facendo (in parte fatto) davanti ai mercati Traianei? O pensiamo solo al Mausoleo di Augusto, a quanto tutti noi sogniamo un giorno di vederlo rimesso in ordine. Sul serio.

    Ecco, ho già gli incubi.

  4. sessorium says:

    Ohibò, qualche giornale ci aveva bruciato la notizia? Quale? Quando?

    ps. che combinano ai Traiani? E quando dici “davanti” intendi Via IV Novembre o intendi Via Alessandrina?

  5. melozzo2000 says:

    Sapevo dell’esistenza di queste vestigia ma non ero a conoscenza dei restauri (discutibili) che erano stati eseguiti.

    La qual cosa mi stupisce non poco perchè a poche centinaia di metri da questo sito c’è il Ninfeo degli Horti Liciniani, meglio conosciuto come Tempio di Minerva Medica, che solo dopo pressioni di cittadini e associazioni ha conosciuto un intervento conservativo un paio di anni fa onde evitare che si sbriciolasse completamente al passare del trenino Laziali Pantano quel che resta della splendida cupola.

    Mi chiedo come si faccia a non valorizzare un monumento di simile importanza e bellezza architettonica tenendolo sempre chiuso e impedendo visite guidate se non in occasoni particolarissime !

    Si potrebbe “inventare” un nuovo polo archeologico visto che in poche centinaia di metri troviamo : Porta Maggiore, le cisterne delle terme eleniane, la basilica sotterranea, il ninfeo degli Horti Liciniani, i sepolcri di via Statilia, l’Ipogeo degli Aureli e tante altre “scoperte” nella zona di Piazza Vittorio.

    Immaginate se solo un terzo di queste meraviglie stessero a Parigi o a Londra ….

    Ma bisogna aprire gli occhi e non sognare …. siamo a Roma !

  6. sessorium says:

    C’è da rimarcare, per lo meno, a parziale discolpa della cosiddetta amministrazione, che questi ‘beni’ per quanto non visitabili, almeno vengono restrutturati (sebbene con iniziative naif, come sto vialetto che abbiamo qui denunciato). Infatti è in fase di completamento, se qualche lettore è informato ci faccia sapere, anche il restauro della basilica sotterranea. Che pur non essendo nell’Esquilino è esquilina anzichenò… Teniamola d’occhio.

  7. Anonymous says:

    Degrado assessore !!

  8. RondoneR says:

    Francamente il giornale mica lo ricordo e non era nemmeno tanto recente, mi sa uno di quelli free-press.

    Ne esiste uno solo sull’Equilino?

    Per quanto riguarda i mercati parlo della parte più esposta, alla curva di IV Novembre anzi, mi pare abbiano fatto un buon lavoro, mostre comprese (non tutte).

  9. Roberto says:

    Anch’io, pur abitando vicino, non le avevo mai notate queste terme! Grazie della segnalazione… certo che è vero che l’attenzione per le bellezze del centro storico sembra fermarsi fino a viale Manzoni.

  10. ZonaLais says:

    Viste ed in effetti il vialetto e’ troppo evidente/moderno, avrebbero potuto usare degli economicissimi mattoni di tufo, ma si sa gli architetti… a volte…
    Mentre il manto erboso non stride poi cosi’ tanto.
    Speriamo che ora qualcuno sistemi anche quel deposito abbandonato o quanto meno sorvegli affinche’ non diventi una discarica.

  11. sessorium says:

    Il deposito abbandonato è un ex magazzino di robe tessili e non credo che diventi discarica. Sia perché è sottola tutela della Cooperativa Santa Croce che gestisce tutti i palazzi nei dintorni, sia perché non è propriamente ‘abbandonato’, ma è stato appena lasciato dal precedente affittuario e la cooperativa, ho visto sul cartello, sta cercando da qualche giorno nuovi affittuari. Per la modica cifra di 14mila euro al mese. Speriamo in una attività commerciale di ampio prestigio, una galleria d’arte sarebbe la benvenuta. Un ottimo ristorante gourmet ancora di più.

  12. Petra says:

    Io avrei da ridire anche sulla copertura protettiva, che sembra di plastica, colata sopra le superfici senza alcun rispetto delle asperità residuali, da operai come sempre non specializzati (e incolpevoli).

    Ma vogliamo ricordare cosa hanno fatto nel 2000 alle mura Aureliane in prossimità dell’Anfiteatro? Hanno fatto scalpellare senza criterio lo strato superficiale delle Mura, col risultato di togliere tutte le stratificazioni, convertendole in un muro da villetta residenziale in stile Campo di Carne.

    E del nuovo ministero nel giardino del museo degli strumenti musicali, ne vogliamo parlare?

  13. sessorium says:

    In effetti anche la copertura pare una calotta di plasticona si. Dovremmo parlare in futuro del ministero, è vero.

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