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Non resta che buttare gli occhi al cielo

Sofia? Algeri? Beirut? Tirana? No, Roma. Esquilino. Stazione delle Ferrovie Laziali. Punto d’approdo e di partenza di qualche migliaio tra turisti, romani, pendolari.
Un normalissimo e comunissimo spaccato di trasandatezza, noncuranza, sciatteria, incapacità di governo e di gestione, mancata applicazione delle norme, incuria pubblica e incuria privata.
Andiamo nell’ordine da sinistra (cliccate sulla foto per ingrandirla) per analizzare velocemente questo campionario di arredo urbano che sfidiamo i nostri quattro lettori a trovare a Bucarest o a Kinshasa:
1. Auto nera in sosta vietata, vi è mai capitata una simile accoglienza scendendo a Gare du Nord a Parigi…?
2. Transenne mobili in plastica riempite d’acqua con scopo imprecisato, buone al massimo per un cantiere.
3. Edicola in lamiera modello scatoletta di tonno. Abbellita sul retro -che è un ‘retro’ che dà verso l’entrata del lussuoso Es.Hotel- da graffitame vario in tinta con la stazione dei tram che dopo vedremo
4. Ballatoio della stazione gravato da pesi anonimi e deturpato nel suo equilibrio architettonico futurista
5. Ringhiera in ferro a delimitare provvisoriamente la stazione del tram. Provvisoriamente da trent’anni.
7. Pannelli segnaletici di capolinea tram in puro Calcutta style
8. Campana per riciclaggio vetro posizionata in mezzo alla carreggiata. Foriera di ingorghi formidabili nelle ore di punta.
9. Dappertutto asfalto sul modello Sarajevo anni novanta.
10. Altre auto in sosta vietata prima e dopo la campana per il vetro.

Ferrovie, imprenditori privati, singoli cittadini automobilisti, comune, servizi municipali in concessione, corpo dei vigili urbani. Tutti colpevoli. La dignità a questa città è stata in grande evidenza privata. Il cielo, come vedete dalla foto, ancora no. Quello è e rimane il più bello del mondo. Almeno per ora…

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categoria: articoli

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Commenti (10)

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  1. Anonymous says:

    Non ho ancora capito se, tutte le mattine, qusto blog mi fa profondamente incazzare o mi dà profonda speranza…

  2. Map says:

    E’ insensato. E tutto questo sotto un nuovo Cinque Stelle. Ma allora non è vero che i grandi alberghi riqualificano pure il circostante.

  3. constantine says:

    @ anonimo:
    Io mi incazzo sempre quando vedo certe immagini.

  4. Anonymous says:

    Quella tra via Giolitti e Via Napoleone III è sicuramente la parte del rione messa peggio. Ce ne vorrà di tempo per dargli ‘na sistemata, sempre che ci si riesca. Comunque l’interno della stazione per fortuna non è male. Anche la Discoteca Laziale che sta di fronte è un bel negozio.

  5. PiuNuiov says:

    Devo dire anche stamattina: bravo Degrado. Non ho parole!!!

  6. Allya says:

    Questo articolo mi è piaciuto tantissimo perché la dice davvero lunga su molte cose…

  7. Steid says:

    Questo articolo mi ha fatto venire in mente che quando sono venuto a Roma mi aveva particorarmente colpito che le strade, benchè larghe, fossero mal sfruttate proprio a causa dei cassonetti “parcheggiati” sulla careggiata e dell’inadeguata segnaletica orizzontale.
    Complimenti per il blog!

  8. Anonymous says:

    Oddio e allora dove li metteresti, se non sul marciapiede?

  9. Steid says:

    Qui a Padova, quando appunto non si trovano sui marciapiedi (ma si tratta di sempre meno casi), vengono create delle “isole ecologiche” ovvero piccole zone dove trovare tutti i contenitori della raccolta differenziata. I cassonetti sono comunque limitati alla periferia dove c’è più spazio. In centro esiste la raccolta porta a porta oppure aree per il conferimento dei rifiuti di dimensioni più contenute.

  10. sessorium says:

    A Roma la raccolta porta a porta, con condomini che hanno, da soli, gli stessi abitanti di un intero paese, sarebbe impossibile. E infatti è adottata solo all’interno del centro storico.

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