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Dove gli italiani sono minoranza

Eccoci qua, Piazza Vittorio. Il crocevia di etnie, alla fine, si palesa anche negli annunci che l’Ama, di tanto in tanto, espone su fettucce tese tra palo e palo. Nella fattispecie la novità è la pulizia delle strade, quella “a fondo”, quella per cui bisogna spostare l’auto in sosta. La pulizia verrà effettuata nell’Esquilino cinese, è chiaro, nell’Esquilino a valle di Viale Manzoni possono restare escrementi, foglie secche e cartacce di ogni sorta. Ma già è qualcosa.
Ciò che volevamo rimarcare, però, e ci sembra una novità assoluta per la nostra città tutta, è l’annuncio multilingua. Il concetto è chiaro: “spostate le vostre auto il giorno tale”, ma è espresso in arabo a sinistra, in italiano al centro, in cinese a destra. E così in tutta la zona interessata. E pur essendo toccata all’italiano la fotocopia in bianco e nero, noi questa volta non brontoliamo. Perché l’annuncio multilingua ha un suo senso. Sia come mini-politica d’inclusione per le comunità straniere, sia come grimaldello contro scuse e sotterfugi. Il cinese che non sposta la sua auto non potrà più accampare la scusa di non capire il foglio di annuncio.

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categoria: articoli

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Commenti (5)

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  1. Anonymous says:

    Quello a sinistra non è in arabo bensì in bengalese, cioè la lingua degli immigrati provenienti dal Bangladesh (chiamati anche “bacarozzi” dai vecchietti italiani del quartiere, denominazione un po’ rozza ma nel caso abbastanza calzante…)

  2. Anonymous says:

    Definizione calzante in che senso, scusa? Mi chiedo che cosa ci può essere di “calzante” nel definire BACAROZZO una PERSONA. Forse, e allora scusami, la tua era solo una battuta che io non ho capito. Battuta comunque offensiva e fuori luogo.

  3. Anonymous says:

    Non ho mica detto che io li definisco così. Evidentemente li chiamano in quel modo perchè sono scuri e mediamente brutti, oltre che sciatti e trascurati nell’aspetto. Comunque era una battuta…

  4. Daniele says:

    Non sono d’accordo agli annunci multilingua. Qui siamo in Italia e in Italia si parla l’italiano.
    Se il cinese, il bengalese o altro straniero non capisce (o meglio fa finta di non capire) quello che c’è scritto, poco male. Arriva il carro attrezzi e si porta via la sua macchina ed entrano soldi al comune per la multa e la giacenza dell’auto.

  5. Maddalena says:

    Caro Daniele, e tu scusi quante lingue parli? In tutto il mondo e’ normale che nelle parti dove ci sono gli stranieri (immigrati o turisti), si usa i segni scritti non solo nella lingua della destinazione ma anche nelle lingue straniere.

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