sabato 21 novembre 2009

la nota del sabato\\\ Domani, domenica, comprare Repubblica. Annuncio valido per tutti, ma in special modo per coloro che considerano vomitevole che questa città in poche settimane si sia completamente ricoperta di cartelloni pubblicitari...

venerdì 20 novembre 2009

la nota\\\ Avevamo avuto un sussulto, un brividino lungo la schiena, un orgasmino di piacere: un signore ha sparato ad un idiota perché stava scrivendo il suo messaggio d'amore sul marciapiede. Finalmente qualcuno aveva esaurito la sua pazienza verso questa ennesima moda che solo-a-Roma porta a imbrattare -una volta finiti i muri- il fondo stradale. Con i pericoli per la circolazione e con l'atmosfera di procurato-degrado che è immaginabile. Poi, però, ci siamo sentiti traditi: le pistolettate sacrosante non erano in difesa del decoro della città, bensì in difesa dell'onorabilità della figlia del pistolero. Un babbo geloso, non un alfiere anti-degrado. Vabeh, meglio di niente...

Via Conte Verde. Camminare dietro la barriera




Non di soli grandi cartelloni 4x3 vive il sacco della città che si sta consumando in queste settimane e che con veemenza stiamo denunciando (la Repubblica presto uscirà con una grande inchiesta, il Messaggero è già uscito, stamani di una nostra denuncia ha parlato anche il Tg3-Lazio). Il danno per la vita dei cittadini può venire anche da impianti più piccoli, vecchi, arrugginiti. Montati di corsa e alla bell'e meglio (guardate sotto lo "stile" dell'opera in muratura) lungo il marciapiede. Qui, nella nostra ennesima foto del "prima-e-dopo" (poiché la camorra cartellonara e chi la protegge non ha fatto i conti con Google Street View, che ha mappato tutta la città ad aprile 2008), vediamo il tratto di Via di Conte Verde proprio davanti alla scuola Galilei. L'ennesimo cartellone ha completato l'opera di sigillatura del tratto di marciapiede: ora davvero il camminamento perdonale non ha vie d'uscita, ha sempre meno luce, è protetto agli sguardi indiscreti, invisibile ai controlli e dunque, infinitamente, insicuro. Una vera barriera tra marciapiede e strada che rende il passaggio lugubre e inquietante. L'ennesimo cartellone abusivo (ma probabilmente sanato dal maxxi-condono comunale della tristemente famosa delibera 37 del 2009), l'ennesimo stupro alla città che in un istante viene perpetrato, ma che richiederà decenni per essere risolto.


Qui sopra, per concludere, la perizia artigianale, la qualità urbana con la quale la criminalità dei cartelloni ha installato -rigorosamente nottetempo- questa vecchia plancia arruzzonita in questo tratto di Centro Storico della capitale d'Italia. Naturalmente, come i nostri lettori sanno, il nostro auspicio è che dietro questa incredibile barriera di metallo che divide marciapiede e strada si consumi qualche reato, qualche accoltellamento, qualche grave stupro. Questo sarebbe l'unico modo per porre all'attenzione l'oscena situazione di questa strada.

giovedì 19 novembre 2009

la nota\\\ La notizia buona è che possono partire i cantieri per portare la linea B1 della metro fino a Piazzale Jonio. La notizia bizzarra è che i cantieri partono con un annetto di ritardo perché il comune ha dovuto combattere contro un ricorso presentato da un tizio che è il consulente del Sindaco per la redazione del Piano della Mobilità Sostenibile, avete capito bene, avete capito bene. E' lo stesso motivo per cui il Comune ha assunto, mesi fa, l'avvocato che ha difeso i tassinari rivoltosi di Piazza Venezia. Lo stesso principio. La notizia cattiva, infine, è che nulla è pianificato per le metropolitane di questa città dopo la linea D. Una città che necessiterebbe di una decina di linee di metrò, non prevede alcunché oltre la quarta linea. Milano? Napoli? Hanno tutti piani a 10 linee. Per carità, magari alcune linee resteranno segni su una mappa, ma la volontà è quella, la mission è quella, la linea guida è quella. Qui, invece, si dice chiaro e tondo che una linea E, una linea F e una linea G non le avremo neppure dopo il 2300...

La strada più sacrificata del Rione


Più volte la abbiamo indicata come la strada più sacrificata e abbandonata del Rione. Peggio di China Town è la condizione di Via Emanuele Filiberto. Peggio di China Town perché a China Town prima degli occhi a mandorla cosa c'era? Magazzini, malandrini, pericolo di essere accoltellati ad ogni angolo, eccolo cosa c'era. La situazione di quelle strade, insomma, negli ultimi 15\20 anni è paradossalmente migliorata; Via Emanuele Filiberto era invece, un tempo, la strada più commerciale di Roma, oggi è ridotta come sappiamo. Con quel poco di commercio che c'è, ridotto a un campo rom. Come definire questo bar o quel giornalaio (l'unico o quasi, nel I Municipio, a non avere l'edicola-modello) che utilizzano arredi di fortuna, che invadono abusivamente il marciapiede, che non lasciano neppure lo spazio vitale per il passaggio a pedoni, carrozzine, passeggini?
Una strada senza speranza? Non lo sarebbe se ci fosse una classe politica lucida e capace di centrare il problema: Via Emanuele Filiberto è ridotta in queste condizioni anche a causa di un infinito cantiere per l'ammodernamento della linea A della metropolitana che è ancora lungi dal chiudersi, come tale dovrebbe essere oggetto di munifiche elargizioni da parte dei costruttori o del comune, dovrebbe essere risarcita per tutti i negozi falliti, per gli anni di inquinamento alle stelle, per i sensi unici invertiti da una vita, per un tram che c'era e che da troppi anni non c'è più a causa dei lavori in corso. Chi difende queste istanze? Quale è il nome e cognome del politico di riferimento degli abitanti di questo quadrante? E se c'è come sta lavorando? Facendo pressioni presso di chi? E soprattutto: cittadini e commercianti hanno realmente cercato una rappresentanza per farsi valere oppure si sono da tempo rassegnati?

mercoledì 18 novembre 2009

la nota\\\ Chi scrive si aspettava che Alemanno avrebbe governato male, ma sinceramente non così male. Lungi da noi, come al solito, fare bieca politica (i lettori sanno che quando la destra fa delle cose che condivisiamo siamo i primi a lodarla), ma qui ci ritroviamo davvero in una situazione di surreale e totale perdita di controllo sulla città da parte del Comune. Credo -e so- di interpretare anche il pensiero di molti uomini di destra più schifati che delusi dai risultati della amministrazione. Una città che accennava a marcire nel 2008, alla fine del 2009 si presente putrefatta sia nel corpo che nello spirito. Quello che è stato fatto è impressionante davvero. La domanda è la seguente: ve lo aspettavate? Vi aspettavate un pochinino meglio o, magari, pensavate che ci sarebbe potuta anche andare peggio?

Ecomostro adveniente


La domanda è molto semplice anche se non sappiamo a chi vada indirizzata: all'Enpam, al Comune, allo studio di architettura? Vabe, intanto la formuliamo: non era possibile, semplicemente, fare una bella architettura al posto di questo ecomostro? Non era possibile incaricare qualche studio di qualità? Evidentemente no.
Intanto mentre l'ecomostro di Piazza Vittorio inizia ad essere spacchettato (rivelando mooooolto più bianco e mooooolto meno laterizio rispetto ai renderings), noi continuamo a chiederci: dove finiranno gli oneri concessori? Una parte sono serviti per realizzare la Casa della Memoria e della Storia di Trastevere (sic) e gli altri? Cosa ci si farà? Chi decide?

martedì 17 novembre 2009

la nota\\\ Tutti le riconoscono protervia, lucidità, grande capacità di argomentare e spiazzante intelligenza. Molti lo hanno scritto. Molti la hanno giustamente presa come esempio per il suo comportamento e la sua caparbietà. Resta da capire come mai la sorella di Stefano Cucchi non abbia impiegato un decimo dell'energia che profonde contro lo Stato, per convincere il fratello a piantarla di drogarsi e di spacciare. A piantarla di rovinare la sua e chissà quante altre vite. Resta da capire come mai la famiglia abbia trovato e consegnato alla polizia un chilo (un chilo!) di stupefacenti solo dopo la morte del familiare.

Un buon motivo per non votare alle prossime regionali



Guardate queste due foto. Una si riferisce alle scorse elezioni comunali, aprile 2008, l'altra immortala la situazione di domenica scorsa. Il contesto è il Provveditorato, palazzone d'angolo tra Viale Manzoni e Via Conte Verde. Il problema vero è che l'immagine piena di luridi manifesti abusivi non è quella della campagna elettorale. Per capire cosa è diventata questa città nell'ultimo anno e mezzo potete guardare questa immagine e trarne le vostre conclusioni: la verità vera è che il peggiore degrado che si raggiungeva all'epoca, in situazioni straordinari, è oggi la norma. L'asticella è stata spostata, e di molto verso l'alto. Doppia fila, traffico, cartelloni pubblicitari, affissioni abusive, inquinamento: grazie al governo del cozzaro di Bari ci siamo abituati tutti, chi rendendosene conto e chi no, a stare decisamente peggio. Non è politica, è lo stato dei fatti di una amministrazione che ha consegnato la città in mano alle lobby del crimine locale e della prepotenza. Gli attacchini ringraziano e spopolano naturalmente non solo qui, ma, come vedete sotto, dappertutto in centro e in periferia. Anche Via Nazionale, ad esempio, è sempre e costantemente imbrattata.



Dietro a questo scempio che non esiste in nessuna città d'occidente, ma neanche d'oriente non ci sono -peraltro- militanti appassionati armati di scopa e colla, dietro a tutto questo -ancora una volta- c'è il crimine organizzato, la camorra degli attacchini, il racket del manifesto selvaggio. Sono agenzie che "massacrano la città" (testuale, da una inchiesta delle Iene) su diretto incarico dei politici loro clienti. Cioò gli stessi politici che sono chiamati a mantenere il decoro, a manutenere la città, a combattere contro il crimine e il degrado sono gli stessi che alimentano i banditi e massacrano i muri di affissioni abusive facendo spendere a quella stessa amministrazione cui dovranno amministrare le risorse, cifre inimmaginabili per ripristinare il decoro. Con l'unico distinguo, riguardo Roma, che ormai le pulizie non avvengono più. Nessun tocchi i prepotenti.  Incoraggiamo a votare, per le prossime europee, solo quel candidato che non avrà imbrattato illegalmente la città. Purtroppo, è equivalente al dire di non avvicinarsi neppure al seggio elettorale.

lunedì 16 novembre 2009

la nota\\\ Una nota di tristezza, decisamente. Per una volta una tristezza che non arriva da Roma, ma da Milano. Ha pagato infatti con la defenestrazione l'uomo che stava trasformando Milano in una città europea da metropoli del terzo mondo quale purtroppo è. Ha pagato caro l'aver inventato il bike-sharing, l'aver avuto la trovata dell'ecopass, il volere insistere su questa linea. La Lega e una parte del Pdl hanno insistentemente chiesto la testa di Edoardo Croci. Qualche settimana fa gli sono state sfilate le deleghe al traffico, adesso anche quelle all'ambiente. Questa è, ancora, in Italia, nel 2010, la fine di chi cerca di portare qui le normalissime modalità occidentali di gestione della città. Avete capito perché, sui temi che ci interessano, i politici sono così prudenti?

Le ragioni della prossima Regione


Fermo restando che, salvo miracoli, Degrado Esquilino si appellerà ai propri lettori affinché non votino per alcuno in occasione delle prossime consultazioni regionali, forse è venuto il momento di capire cosa ci si potrebbe aspettare dalla nuova Pisana che scaturirà dalle elezioni del 2010.
E' difficile distinguere tra competenze provinciali, comunali e regionali. Il caos è creato appositamente (appositamente!) per impedire al cittadino di potere individuare un colpevole. La città è zozza: sarà colpa del Comune, della Regione o di chi altro. Non ci sono posti negli asili, con chi pigliarsela: con la Provincia, con chi? Le strade sono dissestate, i mezzi pubblici non passano, il degrado dilaga: quale è l'ente che con il mio voto potrò punire? A tutte queste domande è difficile dare risposta, il labirinto di competenze intrecciate ha fatto sì che il cittadino non riesca ad avere chiaro il palinsesto delle responsabilità istituzionali e politiche. A tutto vantaggio della pessima politica che ci amministra.
Tuttavia qualche macro area è possibile isolare. In particolare le Regioni, dopo la riforma del 1995, si occupano, diciamo grossolanamente, della sanità, delle linee guida sul commercio, di alcune tipologie di trasporti, della raccolta dei rifiuti.
Calando queste competenze a livello Esquilino e I Municipio vediamo quanto sia importante un governo regionale piuttosto che un altro per la nostra qualità della vita. Al primo posto mettiamo il commercio: è ferma infatti da anni al Consiglio Regionale una norma che consente di spostare una bancarella o un camion-bar senza dovere garantire una posizione di prestigio equivalente. Oggi, infatti, per togliere i micidiali camion-bar da Via dei Fori Imperiali occorre garantire una posizione di egual livello e egual attrattiva turistica: un compito praticamente impraticabile. Ecco che, quindi, un governo regionale che punti a risolvere questa situazione e che punti a estirpare da Roma l'incredibile cancro delle bancarelle con le sue diecimila metastasi sarebbe decisivo. Per togliere le bancarelle da Piazza Vittorio, ad esempio, potrebbe essere risolutiva una ipotetica legge-quadro regionale sul commercio che indichi e consenta all'amministrazione comunale la possibilità, per dirne una, di spostare tutte le bancarelle in mercati coperti all'uopo realizzati. Un sogno che una Regione determinata e lucida potrebbe tradurre in realtà.
Passando ai trasporti, quello che ci interessa è l'esito della ferrovia regionale (regionale!) Laziali-Pantano. Il trenino è, dunque, di proprietà della Regione Lazio e lei e solo lei può fare quel che si deve: girarlo al comune affinché quest'ultimo ne sradichi il sedime, lo trasformi in tramvia e lo colleghi -come abbiamo spiegato qualche giorno fa- alla attuale rete. Anche qui, anche per risolvere questa questione e per togliere i binari da Via Giolitti, occorre una forte volontà politica a livello regionale.
Concludiamo con i rifiuti. Anche qui le competenze si sovrappongono: il Comune, l'Ama, la Regione per i grandi indirizzi. Certo è che una amministrazione regionale che abbia chiaro in mente cosa fare potrebbe contribuire all'arrivo all'Esquilino della raccolta porta-a-porta, svolta fondamentale per aumentare il tasso di raccolta differenziata e togliere dalle strade i cassonetti.
Domani vedremo perché alle prossime regionali non bisogna votare facendo pesare tutto il portato politico dell'astensione...

domenica 15 novembre 2009

la nota della domenica\\\ Sgamati. Scoperti. Tanati. Abbiamo capito quale è il loro mantra, il loro rituale. Abbiamo capito come ci sfogano e come ci mandano messaggi crittati: dipingono strisce pedonali. Ormai è una continuazione, avete fatto caso? Dipingono strisce pedonali nuove di zecca, bianchissime, spesso ridipingono sul già dipinto, sono ricomparse pure le linee di mezzeria, estinte da anni. Piazza Navona è trasformata in parcheggio, l'appalto per la manutenzione delle strade è scaduto da mesi ma non son stati resi noti i vincitori, la città è lercia da scappare, il traffico è raddoppiato, la sosta selvaggia triplicata, nessuno fa più multe, l'ausiliario alla sosta è ormai raro come un panda albino, la città è stata completamente ricoperta di cartelloni abusivi prontamente sanati dal comune, non esiste uno straccio di progetto nuovo che non sia quello di fare una gara di formula1, l'Eur, l'Ama e tutto il resto è stato messo in mano ad ex picchiatori amici del cozzaro di bari, gli attacchini ormai usurpano tutti i muri e loro che fanno? Dipingono strisce pedonali. Come un mantra. E' un messaggio ai pochissimi cittadini consapevoli che si aspettano la risoluzione dei problemi o, almeno, non un loro massiccio peggioramento come sta effettivamente avvenendo. Ci vogliono dire: l'unica cosa che sappiamo e possiamo fare è questa. Fatevene una ragione. E vedrete se non sarà proprio così...

sabato 14 novembre 2009

la nota del sabato\\\ Compito per il weekend per  i lettori più affezionati di questo violentisssimo and pericolosisssimo blog che viene pubblicato sotto la stretta sorveglianza della Digos. Il compitino è il seguente, elenchiamo in un elenco che sia credibile tutte le lobby (sovente criminali, suvvia diciamolo) che tengono la nostra città in una situazione di pre-modernità. Così, per averceli chiari, mica per altro. La lucidità, per noi cittadini consapevoli, è la prima arma, senza di lei gli altri strumenti sono assai spuntati. E allora tenteremo questa graduatoria alla rinfusa. Nella speranza che chi manca verrà aggiunto da voi. La riflessione nasce dal libro che vi abbiamo consigliato qualche giorno fa. Ormai, infatti, è argomento di saggistica individuare nelle squallide lobby romane il vero motivo delle condizioni della città, un motivo che va al di là della scarsa politica e della pessima classe dirigente. Poiché -questo è l'assunto del saggista Claudio Cerasa alla fin fine- anche la miglior classe politica del mondo sarebbe impossibilitata a governare decentemente una città che è stata consegnata in mano a dei gruppi di potere spesso violenti, radicati, spregiudicati e molto, molto ricchi.
Dunque Roma è nelle condizioni in cui è per colpa dei:

commercianti (non c'è bisogno di spiegare)
tassinari (no comment)
cartellonari (bhe, dei banditi!)
camion-bar (una famiglia, grossomodo)
bancarellari (tre famiglie, in tutto)
attacchini (non esiste nulla del genere al mondo, criminalità organizzata al servizio dei politici a questi livelli, manco in Colombia)
palazzinari (bhe, vabbe...)
ditte di lavori pubblici (lavori mal eseguiti per poter essere poi riappaltati)

Andate avanti voi, pliz?

venerdì 13 novembre 2009

la nota\\\ I lavavetri? Sono aumentati. Sanno benissimo, e lo sanno loro ma soprattutto lo sa la cupola che li gestisce come diligenti impiegati del crimine, che dopo le 17 trovare un vigile urbano a Roma è più difficile che avvistare un pinguino all'equatore. Sanno benissimo di vivere in una città in cui quel minimo (ma proprio minimo) di controllo del territorio viene sospeso ad orari d'ufficio. E allora compaiono, più di prima, in semafori prima liberi da questo mercimonio, verso il tramonto. In barba a leggine e ordinanze. I parcheggiatori, quelli, invece fanno servizio h24: per loro l'ordinanza non vale, per i giocolieri si...

Stavamo in pena


Francamente stavamo un po' in pena. Una opera pubblica stava per essere inaugurata senza prima la canonica vandalizzazione preventiva. Ehnno. Perfortuna che l'ennesima manifestazione (il Sindaco Alemanno non è riuscito a fermare neppure il corteo degli aiuto-pastori dell'iglesiente) ha risolto il problema: i bei pozzi in travertino della metroA a Via Emanuele Filiberto sono stati debitamente imbrattati. Ora si che possiamo togliere le reti rosse e aprire anche questo tratto di strada al traffico!
Ovviamente gli amici  che si firmano "Antifà" (degli idioti comunistelli che si rincorrono con scritte e scancellature con i fascistelli di Casa Pound, in una guerra patetica tra giovani ragazzi che se non fossero stati romani avrebbero pensato a studiare, a formarsi, a fare ricerca, a cercare un ottimo posto di lavoro; e invece giocano al fascista e al comunista senza neppure conoscere il significato delle parole stessse), gli "Antifà", dicevamo, hanno coperto di scritte anche il muro verso la Scala Santa. Amen.